Mi piace proporre una  riflessione su questo pensiero di Steve Jobs, quanto mai attuale proprio nell'era dell'open source più estremizzato, a proposito del diritto d’autore o proprietà intellettuale. Ritengo che sia culturalmente ed eticamente un nostro preciso dovere non confondere la condivisione con il furto o il plagio:  oggi, proprio perché  tutto sembra di tutti, tutto è disponibile e facilmente riproducibile.

“Fin dagli albori della Apple mi fu chiaro che la creazione di proprietà intellettuale ci aiutava a crescere. Se la gente avesse copiato o rubato i nostri software, saremmo falliti. In assenza di protezione non ci sarebbe alcun incentivo a realizzare nuovi software o a progettare nuovi prodotti. Se la protezione della proprietà intellettuale comincia a venir meno, le aziende creative scompariranno o non riusciranno nemmeno a esordire. Ma c’è un argomento ancora più semplice: rubare è sbagliato.
Danneggia il prossimo. E danneggia anche il carattere di chi ruba”
(Steve Jobs)