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Una riflessione sul diritto d’autore…

Mi piace proporre una  riflessione su questo pensiero di Steve Jobs, quanto mai attuale proprio nell'era dell'open source più estremizzato, a proposito del diritto d’autore o proprietà intellettuale. Ritengo che sia culturalmente ed eticamente un nostro preciso dovere non confondere la condivisione con il furto o il plagio:  oggi, proprio perché  tutto sembra di tutti,...
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Pubblicità per il non profit

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Comunicare per un ente non profit significa saper trasferire fine ideale e voglia di fare senza desiderio di creare ricchezza. Il denaro in funzione (quindi mezzo e non fine) di poter aumentare e migliorare le proposte di attività: proprio per questo la progettazione grafica deve risultare ancora più autentica e funzionale. Occorre sempre corredare ogni supporto e strumento comunicativo con l’indicazione della denominazione sociale completa, indicando a quali soggetti la stessa è rivolta, nell’ovvia consapevolezza che l’aggressività comunicativa utilizzata non potrà essere quella delle grandi catene commerciali.

La mission di un marchio per il non profit non deve e non può essere quella di produrre un utile economico, un guadagno... lo scopo, viceversa, deve essere quello di far circolare il più possibile un’idea, una passione, un progetto... tentando di sintetizzare. Il logo di un ente non profit deve ”comunicare valori”, proprio perché deve essere da subito evidenziato il fine “ideale”. Nel caso del non profit il marchio deve aiutare le organizzazioni senza scopo di lucro in ogni fase: motivando i donatori, i collaboratori, i volontari, i soci ed i sostenitori. Risulta chiaro quindi che quando un progettista grafico si avvicina allo studio di un marchio per un’associazione e per una organizzazione non profit debba necessariamente sapersi concentrare su aspetti molto più specifici e particolari rispetto a quelli trattati per le promozioni delle multinazionali o dei comuni esercizi commerciali: soprattutto il grafico dovrà valorizzare l’identità dell'associazione nel campo di azione specifico, valutando come il marchio possa essere diffuso ed utilizzato per instaurare collaborazioni con le altre realtà sul territorio, più sensibili e vicine. Una dote di grande valore per le piccola realtà operanti nel non profit e nel sociale è proprio la capacità di evidenziare al massimo la propria rete (il proprio network), cercando di allargarla e consolidarla.

Sebbene molte organizzazioni non profit continuino ad adottare un approccio limitato alla gestione del marchio e della pubblicità in genere, utilizzando i due strumenti male e/o in maniera limitata, un numero crescente di Enti sta iniziando invece a percorrere nuove strade, ed a muoversi al di là di questo approccio, per esplorare più ampi aspetti di natura strategica. Un marchio forte di un piccolo ente locale senza finalità di lucro o di una grossa ONG (da questo punto di vista possono non esserci differenze) può consentire alle organizzazioni di costruire la fiducia, di alimentare le attività di fund raising (e dunque le risorse) oltre che di favorire la nascita di partnership. Quale studio che si occupa, oltre che di comunicazione, di non profit da oltre 20 anni, riteniamo che il mondo degli enti non commerciali possa (o forse debba …?) aprirsi, e certamente anche esplorare strategie e modelli comunicativi propri anche di diverse realtà, partendo sempre dall’assunto che il quadro strategico e gli strumenti di gestione debbano però necessariamente essere molto differenti.

I modelli e la terminologia in uso nel settore non profit molto spesso sono importati dal mondo delle attività (fortemente) for profit e qui si evidenzia l’errore più grossolano che un ente non profit o un’associazione possa commettere. Riteniamo che il mondo del non profit abbia assoluta necessità di modelli nuovi che permettano ai loro marchi la diffusione necessaria per consentirgli di contribuire a sostenere il loro impatto sociale e la loro mission, pur rimanendo fedeli ai valori della propria organizzazione, ed evitando dunque a priori contestazioni durante accessi e verifiche fiscali. Queste infatti potrebbero davvero creare un mare di problemi e i rischi sono evidenti, documentabili e oggettivi. Se infatti si dimostra che un ente non profit adotta una pubblicità e una comunicazione commerciale, l’evidente e drammatico rischio (in particolare in questo contesto e momento storico) è di vedere messa in discussione la natura stessa di ente non profit, quale realtà commerciale/impresa “camuffata”, solo per ottenere importanti vantaggi fiscali.

Comunicare

Comunicare correttamente e in maniera adeguata è fondamentale. Identificare lo stile, scegliere i colori istituzionali, comprendere e scegliere quali supporti utilizzare. Per questi aspetti vi possiamo aiutare. Il nostro lavoro prevede, prima di tutto, una attenta e approfondita analisi delle vostre esigenze, cercando di fornirvi una consulenza assolutamente personalizzata. I costi? Non sempre occorre utilizzare grandi...
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